Presentati a Bagno a Ripoli i risultati della ricerca di Coop 21 e Ideazione condotta tra 850 ragazzi tra i 13 e i 30 anni nell’area fiorentina sud-est e nel Valdarno aretino. La maggior parte degli intervistati beve in maniera massiccia durante il fine settimana, bevono anche i giovanissimi e sempre più ragazze. Mentre è ancora bassa la percezione dei rischi collegati alla salute e alla guida in stato di ebbrezza.

Bere tanto in poco tempo, per lo più durante le notti alcoliche del fine settimana. Un consumo massiccio concentrato in determinate brevi occasioni come accade nei Paesi del Nord Europa secondo il fenomeno cosiddetto del “binge drinking”. È la modalità di consumo di alcol che si sta diffondendo tra i giovani fiorentini, che ad un moderato consumo abituale di vino o birra prediligono dei “blitz alcolici” durante i weekend, dimostrando di avere, tra le altre cose, scarsa percezione del rischio collegato alla guida in stato di ebbrezza.

Il quadro emerge da una ricerca su alcol, giovani e stili di consumo condotta durante i mesi scorsi dalla cooperativa sociale Coop 21 e dall’associazione Ideazione tra 850 ragazzi tra i 13 e i 30 anni aderenti al servizio di educativa di strada nei Comuni dell’area Fiorentina sud-est e nel Valdarno aretino. Lo studio è stato presentato oggi a Bagno a Ripoli. Ad illustrare i risultati, accanto ai rappresentanti di Coop 21 e Ideazione, erano presenti il sindaco Francesco Casini, presidente della Conferenza dei sindaci della Zona fiorentina sud-est, gli amministratori del territorio e i referenti delle Aziende Usl Toscana Centro e Usl 8 Valdarno.

Se spicca la diffusione del modello nordico di consumo di alcol, da sottolineare c’è anche la finalità del bere, il divertimento, e il fatto che si inizi a bere molto presto, anche in contesti familiari. I maschi presentano maggiori comportamenti a rischio legati all’uso di alcol anche se la discrepanza con il genere femminile sta diminuendo. Risalta inoltre la bassa consapevolezza del rischio correlato all’uso di alcol, per quanto concerne patologie e conseguenze sullo stato di salute, ma soprattutto per ciò che riguarda la guida dopo aver assunto alcol. La metà degli intervistati ha la patente di guida e il 50% dichiara di aver guidato in stato di ebbrezza. Le preoccupazioni maggiori sono espresse dai neopatentati, ma vertono prevalentemente intorno alla paura di sanzioni.

“Da alcuni anni – dice Casini – a Bagno a Ripoli abbiamo messo in campo un progetto di prevenzione e contrasto all’abuso di alcol, dal titolo ‘Save the night’, che sta dando risultati interessanti. Il venerdì sera gli operatori di strada di Coop21 sono presenti alla discoteca dell’Antella con iniziative di sensibilizzazione. Sono centinaia i ragazzi e le ragazze che si sottopongono volontariamente al ‘palloncino’, molti neopatentati. E se sono positivi, prima di mettersi in auto, ottengono acqua, crackers e sostegno finché il tasso alcolemico non scende. La ricerca dice che ci stiamo muovendo sulla strada giusta, prevenzione e non solo repressione. E che dobbiamo incrementare gli sforzi in questa direzione di educazione e dialogo, ampliando il progetto anche ad altri luoghi del divertimento giovanile e potenziando la collaborazione tra tutte le forze in campo: istituzioni e servizi sociali, gestori dei locali, forze dell’ordine, associazioni sportive e ovviamente i ragazzi e le loro famiglie”.
“I dati sono in linea con le rilevazioni con le altre regioni d’Italia e con la media nazionale – dice Valentina Sani della cooperativa sociale Coop 21 –, ma il quadro relativo al binge drinking ci convince dell’importanza delle azioni messe in atto nel servizio di educativa di strada e della necessità di insistere ulteriormente con interventi di prevenzione e promozione di stili di vita corretti. Su questi temi serve uno sviluppo di comunità, una rete tra cittadinanza, servizi e istituzioni”.

Il campione:
Il campione che ha partecipato alla ricerca, con un questionario anonimo sottoposto in un contesto informale come il servizio di educativa di strada, è composto da 850 ragazzi tra i 13 e i 30 anni (18,24 anni di media; 50,2% maschi, 40,5% femmine). Con il 32% la più rappresentata è la zona del Chianti (Bagno A Ripoli, Impruneta, San Casciano Val Di Pesa, Greve in Chianti e Tavarnelle-Barberino Val D’Elsa); il 23,9% proviene dal Valdarno Aretino (San Giovanni Valdarno, Terranuova Bracciolini, Montevarchi, Cavriglia, Loro Ciuffenna, CastelFranco/Piandisco e Bucine); il 22,8% dalla Val di Sieve (Londa, San Godenzo, Pontassieve, Rufina, Pelago e Dicomano); il 14,8% dal Valdarno Fiorentino (Reggello, Rignano Sull’Arno, Figline Valdarno/Incisa); il 6,6% da Firenze e da altre zone della Toscana. La maggioranza del campione è di nazionalità italiana (91%), vive con uno o con entrambi genitori (77%), è uno studente (78.9%) e ha la licenzia media (73,6%).

I risultati:
Quasi nove ragazzi su dieci hanno dichiarato di consumare bevande alcoliche (87,7%). All’aumentare dell’età aumenta anche il consumo: dal 61,4% della fascia più giovane (13-15 anni) fino al 98,2% dei giovani adulti (22-30 anni). Il primo contatto con l’alcol avviene intorno agli 11 anni, ma si può supporre che il consumo di alcol, che poi si stabilizzerà durante il periodo dell’adolescenza, inizi a partire dai 15 anni. Il 40,4% del campione beve alcol nel fine settimana, mentre il 31,9% ha una frequenza di consumo inferiore ad una volta alla settimana. Dall’altra parte l’11,8% e il 3,6% dichiara di bere alcolici, rispettivamente, 3 o 4 volte alla settima e tutti i giorni. Questo dato mostra che il 72,3% del campione ha una frequenza di consumo settimanale o più bassa. Il consumo nel weekend è preponderante in maniera trasversale in tutte le età. Il consumo saltuario riguarda principalmente i più giovani mentre il consumo più regolare interessa i soggetti più adulti. Il contesto del bere è legato al divertimento alle uscite con gli amici e ai luoghi di aggregazione. Almeno la metà delle occasioni legate al bere si svolgono nei locali notturni, a casa di amici o al circolino. Il bar e i circolini sono i luoghi preferiti dai giovani adulti, gli adolescenti fino a 21 anni bevono principalmente nei locali notturni.

Il “binge drinking”:
Il 50% dei ragazzi dichiara di bere almeno due cocktail nel weekend. Tutte le tipologie di bevande sono maggiormente consumate durante il weekend. Il consumo di birra e di vino aumenta con l’aumentare dell’età mentre il consumo di cocktail raggiunge il suo picco massimo tra i 16 e i 21 anni. Gli aumenti più rilevanti si osservano per la birra e per i cocktail. Questo dato si associa al “binge drinking”. Il 43% del campione dichiara di aver avuto un episodio di “binge drinking” negli ultimi 30 giorni. La percentuale è superiore tra i consumatori abituali, arrivando quasi al 70% dei ragazzi che ha avuto almeno un episodio di binge drinking nell’ultimo mese. Tra i consumatori occasionali la frequenza si arresta al 37,4%. La percentuale di chi ha avuto un episodio di binge drinking nell’ultimo mese non varia con l’età.

Motivazioni al bere:
Perché si beve? Il 57,6% del campione indica come motivazione principale il divertimento. Il 44% indica le motivazioni legate al piacere collegato al consumo di alcolici e al gusto delle diverse bevande. Il 22,7% indica il relax con il 22,7%, e a seguire la socializzazione (21,5%), l’evasione dalla realtà e la curiosità. Per quanto riguarda la sottocategoria dei “binge drinkers”, il divertimento spicca con il 77,7%: quasi 8 “binge drinkers” su 10 consumano alcol per divertimento.

Percezione del pericolo:
Il 52,7% del campione ha la patente: il 32,4% guida la macchina mentre il 20,3% può guidare solo il motorino. Tra questi il 29,5% ha guidato dopo aver bevuto. Al 19,3% è capitato solo raramente mentre il 10,2% dei guidatori ha dichiarato di essersi messo più volte alla guida dopo aver bevuto. Il 50,9% del campione riferisce di essere stato passeggero di un conducente sotto l’effetto di alcol: il 18% dichiara che ciò è successo solo qualche volta mentre al 32,9% è capitato più volte nel corso della loro vita. Il 77,6% dei soggetti più esperti ha guidato almeno una volta sotto l’effetto di alcol. Di questi il 27,6% ha guidato più volte dopo aver bevuto. Tra i neopatentati e chi guida il motorino non ci sono differenze e il 45% circa si è messo alla guida dopo aver bevuto almeno una volta nella vita. Per quanto riguarda essere stato passeggero di un conducente che aveva bevuto alcolici, la differenza tra i neopatentati e gli esperti si assottiglia. Rispettivamente il 72,2% e l’80,4% ha effettuato questo comportamento almeno una volta nella vita. Circa il 18% in tutte le categorie è salito in macchina con un conducente sotto effetto di alcol.

Servizio TGR Toscana sul Convegno "Alcol e giovani"

Servizio eChianti sul Convegno "Alcol e giovani"

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