Mostra Popoli in movimento a Pontassieve

Popoli in movimento è una mostra promossa dal Comune di Pontassieve in collaborazione con il progetto SIPROIMI (ex SPRAR) della Zona Fiorentina Sud Est esposta in occasione delle celebrazioni per la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani che ricorre il 10 dicembre 2019. L’autore, Francesco Malavolta, tramite le proprie foto, racconta non solo le migrazioni in sé, ma anche il loro evolversi dando voce ai protagonisti: ogni scatto un racconto, ogni racconto una storia. La mostra sarà visitabile presso l’auditorium dell’Istituto Statale Superiore Ernesto Balducci in Via Aretina 78a Pontassieve (FI), dal 10 dicembre al 31 gennaio, dal martedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 17.
Nel corso del 2020 la mostra verrà ospitata sugli altri territori del progetto Siproimi (ex Sprar) della zona Fiorentina Sud Est gestito da Arci Toscana e Cat Cooperativa Sociale per l’accoglienza di titolari di protezione internazionale.
Le Educatrici di strada Coop21 si occuperanno di pubblicizzare l’evento tra i giovani del territorio.

“Tutti gli esseri umani nascono liberi in dignità e diritti.
Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza”
[Dichiarazione universale dei Diritti umani, Articolo 1]

Francesco Malavolta interverrà il 10 dicembre in due momenti alle ore 9.10 presso l’ Auditorium Istituto Statale Superiore Ernesto Balducci e alle ore 17.00 presso la Sala del Consiglio Palazzo Comunale Pontassieve.

Popoli in movimento, chi è Francesco Malavolta

Francesco Malavolta è un fotogiornalista impegnato da vent’anni nella documentazione dei flussi migratori che interessano il nostro continente. Le foto esposte a Pontassieve rappresentano una sintesi degli ultimi anni di lavoro che sono stati segnati da un intensificarsi senza precedenti delle migrazioni. Un lavoro svolto in un contesto spazio-temporale in costante mutamento che lo ha portato a viaggiare dallo Stretto di Gibilterra e le enclave di Ceuta e Melilla a Lampedusa, dalla Grecia e le sue isole alla Turchia fino alla cosiddetta “rotta balcanica”. Proprio quest’ultima è stata ampiamente documentata fra il 2015 e il 2016 quando più volte si è spostato fra Serbia, Fyrom Macedonia e Ungheria unendosi agli stessi migranti in alcuni tratti del loro cammino. Collabora da anni con la Comunità Europea, in particolare con l’Agenzia FRONTEX, l’Agenzia di stampa internazionale Associated Press., nonché organizzazioni internazionali quali UNHCR e OIM.
Al centro del suo lavoro ci sono quei popoli in movimento che segue a partire dall’esodo degli albanesi in fuga durante gli anni ‘90 testimoniando così quello che va considerato un tratto peculiare della natura umana: la migrazione, il movimento, lo spostamento. L’umanità infatti è da sempre in movimento e questo movimento assume tratti tanto più drammatici quanto più si cerca di ostacolarlo, ripiegando su paure e posizioni illogiche e anacronistiche.
Francesco Malavolta testimonia non solo delle migrazioni, ma anche del loro evolversi con una speciale attenzione verso i loro protagonisti: ogni scatto un racconto, ogni racconto una storia. Le sue foto testimoniano la tenace determinazione di questi viaggiatori per necessità che abbandonano la propria vita e il proprio paese nella speranza di salvarsi e costruire una vita più degna. Nei suoi scatti troviamo una umanità dolente che continua a lottare senza soccombere alle ingiuste umiliazioni cui viene esposta, una umanità caparbia che un passo alla volta guadagna centimetri di libertà.

Popoli in movimento
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