Si è appena concluso il primo Virtual contest della zona fiorentina sud-est. Un’intervista a due educatori di strada che hanno curato la manifestazione.

Il Virtual contest è una manifestazione organizzata dagli Educatori di strada Coop.21 nell’ambito delle azioni rivolte al proseguimento del servizio di Educativa di strada dopo le restrizioni alla mobilità imposte per contrastare il diffondersi dell’epidemia di Covid-19.

La manifestazione è nata in Valdelsa e si è poi estesa alla zona fiorentina sud-est dove operano le altre equipe degli Educatori di strada. Sul nostro sito, nella pagina dedicata all’Educativa di strada online, abbiamo seguito l’edizione del contest fiorentina sud-est che è appena volta al termine. La giuria, composta da due rappresentanti per ogni subarea, si è espressa e Alice Vieri, Educatrice di strada del Valdarno, ci spiegherà chi ha vinto e dopo averci illustrato le caratteristiche principali della gara.

Incontriamo Matteo Ceccherini, ideatore e promotore della manifestazione.

Prima di dare la parola ad Alice, siamo con Matteo Ceccherini, Educatore e coordinatore dell’equipe EDS Valdelsa, ideatore del Virtul Contest, una manifestazione che ha voluto mettere al centro l’energia e la capacità delle nuove generazioni di rispondere, attraverso l’arte, a questa nuova dimensione che l’emergenza sanitaria ha imposto a tutti noi.

Redazione: da dov’è nata l’idea di organizzare un constest online?
Matteo: L’idea di organizzare dei #contest e delle #battle on-line destinate a rapper emergenti nasce all’inizio delle restrizioni, con l’obiettivo di sensibilizzare i più giovani sulla necessità di restare a casa e di promuovere nuove forme di partecipazione on line e espressione della creatività. Ci siamo ben presto resi conto che la consapevolezza dei ragazzi era alta, come anche il loro desiderio di partecipare.

R: Per gli adolescenti incontrarsi è un aspetto fondamentale della loro vita e del loro processo di crescita. Il contest rispondeva al bisogno di veicolare il messaggio “restare a casa” ai vostri contatti?
M: Per un adolescente “frequentare” i coetanei rappresenta un aspetto fondamentale per la crescita e il benessere; un bisogno più forte rispetto alle altre fasce d’età, in quanto gli amici hanno un ruolo centrale nella costruzione dell’identità, mentre diminuisce il ruolo centrale che la famiglia ha avuto fin’ora.
La scelta di puntare sulla musica RAP risponde al tentativo di favorire l’inclusione utilizzando il linguaggio degli adolescenti, che in questa fase sono fortemente attratti dal genere musicale del RAP e dell’hip hop in tutte le sue sfaccettature (djing, graffiti, break dance). A scegliere di dedicarsi alla scrittura e al canto Rap sono soprattutto maschi, talvolta anche quelli più oppositivi, che ottengono così una elevata visibilità verso i coetanei grazie ai social.
Gli adolescenti hanno mostrato di avere più risorse a disposizione per affrontare questo periodo di molti adulti: prima fra tutte l’elevata capacità di utilizzare i social, in particolare Instagram, e la capacità di sfruttarli in tutte le loro più complesse funzionalità.

R: Oggi restare a casa assume un significato nuovo. È un cambio di paradigma rispetto al passato? Quali sono le nuove strategie dei ragazzi messe in campo per restare in contatto?
M: Nel corso di questi ultimi anni inoltre abbiamo assistito, lavorando a contatto con gli adolescenti, a una tendenza verso la diminuzione dei contatti sociali, del desiderio di esplorare l’ambiente, che in alcuni casi diventava ritiro dalla vita sociale, fino ai livelli estremi di isolamento, rifiuto di recarsi a scuola e confinamento nella propria camera. Un fenomeno sociale che è stato denominato hikikomori e che è stato osservato prima che in altri paesi in Giappone.
Oggi viviamo nella situazione paradossale per cui quello che era considerato un comportamento fortemente problematico, come il non voler uscire di casa, diventa un comportamento da prendere a esempio, auspicabile, obbligatorio.
Per un adolescente degli anni ’80 e ’90 stare a casa avrebbe significato perdere i contatti con i propri coetanei, con la comunità scolastica, con le attività ludiche e ricreative. Gli adolescenti e i giovani oggi sono invece capaci di stare in contatto, si isolano nelle loro camere per connettersi tramite videogiochi on line o social network. Nelle loro camere interagiscono con i compagni, fanno nuove conoscenze, partecipano a videolezioni con gli insegnanti, possono fare sexting con le proprie fidanzate.

R: Quindi, da esperto delle relazioni tra giovani, le ragazze e iragazzi di oggi, descritti (troppo?) spesso come fragili e impreparati, possono al contrario insegnarci qualcosa rispetto alle nuove strategie di resistenza in tempi di quarantena?
M: Quando pensiamo che questa fase sia più difficile per gli adolescenti probabilmente proiettiamo le nostre paure rispetto a come ci ricordiamo la nostra adolescenza, perché se c’è una fascia d’età più preparata a affrontare il distanziamento sociale e adattarsi alle relazioni virtuali è proprio quella e come adulti possiamo solo imparare da loro.

R: Cosa continueranno a fare gli Educatori di strada in questo nuovo scenario?
M: Il nostro ruolo come operatori è quello di promuovere processi di aggregazione positiva, puntando sulle loro competenze e risorse e stimolando l’inclusione e la più ampia partecipazione attraverso idee e risorse progettuali e tramite la cura della relazione con loro, anche se, per il momento, soprattutto attraverso modalità di interazione online.

R: Quanti sono stati i partecipanti al Virtual Contest?
M: In tutto hanno partecipato 41 partecipanti al contest e 32 alla rap battle, tutti tra i 15 e 20 anni, residenti nei comuni limitrofi Chianti, Valdelsa, Empolese, Senese.

Alice Vieri, Educatrice di strada del Valdarno, ci parla dell’edizione fiorentina sud-est del Virtual contest

Siamo con Alice Vieri, Educatrice di strada sui tre Comuni del Valdarno fiorentino che si è occupata di raccogliere e coordinare i contributi arrivati dai ragazzi su Instagram.

R: Chi si è occupato di organizzare il contest nella zona fiorentina sud-est?
Alice: La manifestazione è stata organizzata da tutta l’equipe degli Educatori di strada, ogni coppia di è occupata di sponsorizzare l’evento sulle proprie piattaforme social e utilizzando gli altri canali rimasti attività per comunicare con le compagnie.

R: Il contest è stato unico o suddiviso per territori? Il tema è stato lo stesso del contest della Valdelsa?
A: Abbiamo deciso di fare un contest unico, che raccogliesse i contenuti per di tutte e tre le sub-aree (Valdano, Valdisieve e Chianti) e la classifica è stata unitaria. Per quanto riguarda il tema siamo rimasto fedeli al tema di uscire restando a casa, uscire con la mente come antidoto alla reclusione dei corpi.

R: Come avete contattato i partecipanti? Chi ha partecipato al contest, che tipo di forma espressiva è stata scelta?
A: Sono stati fatti post sugli account dei vari social delle coppie di Educatori di strada con il regolamento e i nomi della giuria. Al Virtual contest hanno partecipato dodici ragazzi del Valdarno aretino e fiorentino e del Chianti.
Non tutti erano ragazzi che già facevano musica rap: hanno partecipato anche chi aveva solo voglia di esprimersi, sfruttando il pretesto della scrittura musicale rap per scrivere quello che sentiva.
Al concorso erano ammessi video con brani originali rap, con un numero di battute date, senza la necessità che le basi fossero originali, per poter dare maggior rilevanza al testo.

R: Chi ha fatto parte della giuria? Come sono stati decisi i brani vincitori?
A: I componenti della giuria sono stati scelti dagli Educatori di strada, almeno due giudici per zona. Ad ogni giudice è stata consegnata una scheda di valutazione, creata dagli stessi giudici, che tenesse conto di quattro fattori (timing,originalità, argomento, tecinca). Come ultima fase è stato organizzato un incontro su DISCORD (piattaforma VoiP utilizzata dagli EDS per fare relazione online coi le compagnie) in cui i giudici si sono confrontati e hanno condiviso le schede e le loro opinioni.

R: Quali erano i premi previsti e qual è stata la classifica finale?
A: I primi tre premi sono stati: una sessione in sala di registrazione, un videomaker a disposizione per girare un videoclip e una maglietta personalizzata con la propria tag.
I primi tre classificati sono stati, dal primo al terzo: Glace is dead (Figline V.no, già membro del Centro Giovani Il Mattatoio), Il Marino (Rignano sull’Arno) e Sicladue6nove (San Giovanni Valdarno).

Yuri Marino, secondo classificato al Virtual Contest, in un articolo su okvaldisieve.it

Il secondo classificato al Virtual constest, Yuri Marino, ha colpito per la profondità del testo tanto che gli è stato dedicato un articolo sul sito di informazione locale okvaldisieve.it, cliccabile da questo link è possibile leggerlo.

virtual-contest-yuri-marino
Educativa di strada online

Primo classificato

Secondo classificato

Terzo classificato

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