Se dico amore, a cosa pensi? MACMA e progetto FareNight lanciano una nuova indagine sul tema dell’affettività ai tempi del Covid

“Se dico amore a cosa pensi?” è un’iniziativa nata tra la collabrazione del progetto Farenight e l’Associazione culturale MACMA. Lo scorso anno sei studenti dell’alternanza scuola-lavoro dei Licei Giovanni da San Giovanni sono stati protagonisti del progetto regionale “Connessioni” realizzato dalle operatrici di strada di FareNight, progetto attualmente gestito dalla cooperativa sociale Coop21, e dall’Associazione MACMA.

Un percorso partecipativo, creato insieme ai ragazzi, che ha portato alla creazione del corto “Se dico amore a cosa pensi?”, una piccola indagine tra i residenti di Terranuova Bracciolini, che ha voluto approfondire il concetto di amore con diverse età, con diverse consapevolezze, sfaccettature e significati.
(il video completo, proiettato all’ultima edizione del Festival “Sguardi sul Reale” è disponibile su Vimeo: https://vimeo.com/334244179 )

Se dico amore, ora, oggi, adesso, a cosa pensi?

Questa è la domanda che hanno deciso di porre le operatrici di strada di FareNight e Macma, lanciando una raccolta di materiale aperta a tutti (foto, video, disegni, messaggio vocale, pensiero scritto, una sola parola), per riflettere insieme sul tema dell’affettività in questi giorni particolari, fatti di nuove e diverse connessioni, di differenti modi di “stare” e di stare “insieme”, di vivere legami e relazioni, ricordi e sogni futuri.
Un’immagine, un suono, un odore, una situazione, un oggetto, un sogno (ad occhi chiusi o ad occhi aperti), un luogo, un angolo di casa, un posto lontano..piena libertà di espressione!

Per chi vuole partecipare, ecco le informazioni necessarie:

Come inviare la propria risposta?

È possibile inviare la propria risposta attraverso l’e-mail o Wetransfer a progetto.farenight@coop21.it, con messaggi diretti alle pagina Facebook Progetto FareNight, con messaggi diretti al profilo Instagram Progetto FareNight

Quali caratteristiche deve avere il materiale inviato?

La propria risposta può avere forme differenti: un pensiero scritto, un messaggio vocale, un’immagine, una fotografia, un video, un disegno, un collage di più linguaggi.

Nel caso di fotografie e disegni: vanno bene fatti con il cellulare, vi chiediamo però di inviarci immagini alla risoluzione più alta possibile*.
Nel caso di video: vanno bene brevi video fatti con qualsiasi mezzo (anche con il cellulare)*.
*in caso di materiale “pesante” vi consigliamo l’invio tramite Wetransfer o altre piattaforme (Google Drive, Dropbox, etc)

Dove va a finire la propria risposta?

Come per la raccolta effettuata lo scorso anno, l’idea è quella di mettere insieme i pezzi di realtà e di memoria raccolti e costruire un percorso narrativo.
Non sappiamo ancora – data la situazione legata alla diffusione del Covid-19 – quando, se e in quale forma. Un nuovo cortometraggio? una gallery? un bacheca virtuale? In ogni caso non saranno risposte vane!
Perché mettere in circolo frammenti di memoria contemporanea significa a volte individuare la direzione dei nostri passi e quasi sempre riuscire almeno ad ascoltarne il suono e a percepirne il senso.

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