“Why not? – buone idee e consigli per restare connessi” un progetto su giovani e social

Coop.21 anche durante il periodo di emergenza, non si è mai fermata ed è riuscita a portare avanti le proprie attività nei confronti dei ragazzi del territorio anche grazie all’utilizzo di piattaforme online.
Durante il lockdown di primavera e con il rientro in emergenza, molte attività si sono trasferite sui canali social, già utilizzati prima della pandemia, rafforzati all’occorrenza. Per farsi un’idea di com’è stato organizzato il lavoro basta entrare in questa pagina dedicata all’Educativa di strada online.

Oltre al proseguimento del lavoro di relazione e informazione attraverso il web, sono nati diversi progetti paralleli che hanno visto coinvolte le diverse equipe territoriali. Dall’equipe della Valdisieve, Agnese e Caterina, è nato un progetto, “Why Not? – buone idee e consigli per restare connessi”, un’indagine sul rapporto tra giovani e social.

Abbiamo intervistato Caterine e Agnese e gli abbiamo chiesto qualcosa di più su questa iniziativa.

Come è nata l’idea di questo progetto?

In questi ultimi anni c’è stato un incremento dell’utilizzo dei social network sin da partire dall’età preadolescenziale. La maggior parte dei ragazzi e delle ragazze hanno un proprio telefono già dalla prima media e possono accedere a numerosi contenuti, siti ed App senza alcun controllo.
Lavorando e relazionandoci con molti giovani, dai 13 ai 20 anni, abbiamo osservato che non sono a conoscenza dei pericoli elevati a cui vanno incontro quando sono online. I rischi possono essere molteplici legati alla condivisione dei propri dati sensibili, allo sviluppo di vere e proprie dipendenze e anche all’impoverimento delle capacità sociali. Spesso, infatti, per i ragazzi è molto difficile distinguere la vita in rete dalla vita “offline”, così quello che è virtuale diventa reale, aumentando le difficoltà nelle relazioni senza uno schermo davanti.
In più abbiamo avuto l’occasione di vedere il documentario “The social Dilemma” e così abbiamo approfondito questa  riflessione, ritenendo fondamentale informare i giovani su questa tematica.

Come pensate di strutturare questo progetto?

La nostra idea è di creare un vero e proprio percorso  attraverso cui far riflettere i ragazzi e le ragazze sul loro utilizzo di internet e del telefono, aumentando la loro consapevolezza e stimolandoli ad avere un atteggiamento sempre più responsabile.

Il progetto sarà infatti sviluppato in tre fasi:

  • Somministrazione del questionario (anche in modalità online): abbiamo creato un questionario attraverso cui indagheremo su: il tempo trascorso dai ragazzi sui social, i social più utilizzati, le pratiche più frequenti
  • Rielaborazione dei dati + visione di video e serie a tema
  • Formazione di un gruppo di lavoro per creare “la carta delle buone pratiche”

Coinvolgeremo ragazzi e ragazze di vari territori e cercheremo di creare con loro una carta per l’utilizzo consapevole e non rischioso dei social.

Quali obbiettivi vi siete date?

Fondamentalmente miriamo alla sensibilizzazione di questi preziosi strumenti.
Non vogliamo passare  il messaggio che non devono essere usati o che sono solo dannosi, ma bensì aumentare il senso di responsabilità ed autocritica e costruire una rete tra i giovani dei vari territori fornendo in fine uno strumento ai giovani fatto da loro coetanei.pe delle

Tutte le ragazze e i ragazzi tra i 13 e i 26 anni possono compilare il questionario – completamente anonimo – che può aiutare a capire come e quanto vengono usati i social dai giovani.

giovani e social
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